L’informazione è efficientamento dei processi di recupero del credito


L’informazione è efficientamento dei processi di recupero del credito

Un centinaio di persone ha colmato la sala conferenze di PwC in via Monte Rosa a Milano per il convegno “L’informazione, un aspetto dirompente nei processi legati al credito”, organizzato da AZ InfoCollection e PwC. Ospiti delle tavole rotonde specialisti del settore dell’infoproviding, i professionisti della tutela della privacy, del mondo del credito e dell’industria a rappresentanza ognuno del proprio ramo di business. Obiettivo: un confronto diretto sui contenuti di un mercato, quello dell’infoproviding, che sta mostrando progressiva sensibilità verso i temi dell’informazione a sostegno del business e dei processi strategici.

L’impressione che abbiamo avuto dalle persone in sala, dalle domande e dall’andamento delle tavole rotonde – ha detto Carmine Evangelista, Amministratore Delegato di AZ InfoCollection S.p.A.è che gli spunti offerti dalle discussioni odierne vadano in profondità sui diversi ambiti che costituiscono la filiera del credito e dell’informazione, realtà a cui solitamente si pensa in maniera separata ma che invece dipendono fortemente l’una dall’altra. Oggi, ad esempio, gli investitori richiedono agli operatori del credito tassi di rendimento sempre più alti. Nel perseguire questi risultati l’informazione è centrale, è un asset strategico in quanto orienta ed efficienta i processi di recupero del credito, rendendoli più precisi”. Così, ad esempio nella gestione di portafogli di non performing loans, chi gestisce i dati di tali portafoglio può usare a proprio vantaggio la clusterizzazione delle informazioni che permette la suddivisione delle pratiche in diverse tipologie. In questo modo, i gruppi che si creano identificheranno una tipologia ben definita di debitore, e permetteranno un’azione di collection mirata e rispettosa della situazione personale del debitore. “Il debito di un pensionato è diverso dal debito di una persona con un lavoro e un reddito, o addirittura da quello di un disoccupato – ha sottolineato Evangelista – avere a monte questo tipo di informazioni permette agli operatori del credito di agire con intelligenza verso i diversi target e di gestire puntualmente gli asset, con benefici anche nella misurazione scientifica delle azioni messe in campo”.

Le discussioni del mattino si sono inoltre focalizzate sul tema del rispetto della privacy e degli strumenti tecnologici a supporto delle informazioni e dei processi legati al credito. Nel primo panel è stato sottolineato con decisione che la raccolta di dati è legittima quando sussiste un diritto di credito: qualsiasi resistenza a questa affermazione è di tipo culturale e sistemico, non normativa. Nel secondo panel invece sono state esplorate le nuove frontiere dell’innovazione a supporto dei processi di credito, in particolare cosa offre oggi la tecnologia per gestire masse di dati e tramutarle in informazioni fruibili. A questo proposito si è discusso soprattutto delle opportunità che i big data e le applicazioni fintech possono creare per questo mercato, soprattutto implementandoli ai sistemi legati all’analisi semantica delle informazioni.

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